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Con queste pagine riguardanti i mulini esistenti lungo l’alveo dell’Alto Tordino si intende promuovere culturalmente il patrimonio storico, artistico della nostra regione. Si vuole essere da stimolo per le nuove generazioni per far scoprire, conoscere ed apprezzare le radici sociali e culturali delle nostre genti. Ha quindi lo scopo di dare una piccola testimonianza della presenza dell’uomo nel territorio, della presenza dei nostri avi su queste nostre terre, della loro vita , dei loro affanni. Le schede tecniche e le immagini fotografiche evidenziano l’ubicazione e lo stato fisico attuale;le schede informative (una per ciascun mulino) raccolgono preziose notizie altrimenti destinate a perdersi; La maggior parte dei mulini trovati sul Tordino sono ormai dei semplici ruderi. Se pensiamo che la quasi totalità di questi ha funzionato fino agli anni 60- 70 comprendiamo come nel giro di un trentennio sono scomparse attività che per più di duemila anni hanno accompagnato la vita dell’uomo ( la prima presenza, documentata, dei mulini ad acqua, in Italia, risale al primo secolo d.c. In sostanza è bastato un solo ventennio per portar via e far passare nell’oblìo le attività, le strutture murarie, i macchinari e perfino i nomi, i sostantivi e i vocaboli che le descrivevano. Non sentiamo più pronunciare i termini come: mugnaio, formale, o forma, o gora, chiusa, ritrecine, palmule, macine, corriere, o morgone, monaco, banchina, farinaro, tramoggia, refogge, ed altri ancora. Fatalmente, quindi, queste piccole strutture che in passato hanno rappresentato il centro della vita economica e sociale, luogo di incontri , di intrecci culturali e di scambi di esperienze, stanno scomparendo. Rischiamo di perdere questi piccoli-grandi tesori, questi grandi e limitati esempi di archeologia artigianale, questi forti legami con il nostro passato. Questi piccoli-grandi valori devono invece essere globalmente recuperati e rivitalizzati. Saranno quelle risorse su cui si poggerà la valorizzazione del nostro territorio. L’obiettivo finale al quale vorremmo arrivare è quindi un recupero complessivo di tutti i mulini, non puntuale o casuale. Va ricreato in sostanza il "continuum" preesistente. E’ importante, però curare opportunamente: la tipologia del recupero, la destinazione futura, la gestione. Si creeranno nuove opportunità per i nostri giovani. Giorgio Liberato Sandro Di Altobrando
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